Paesaggio
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Natura e paesaggio del territorio comunale di Volta Mantovana
Caratteri generali
Il territorio del Comune di Volta Mantovana fa parte di quella vasta porzione settentrionale della Provincia di Mantova il cui paesaggio è caratterizzato dalla presenza di rilievi collinari di una certa importanza altimetrica, soprattutto se la si pone in relazione con il restante territorio quasi completamente pianeggiante. Tali colline sono i resti delle morene frontali del grande ghiacciaio benacense, spinte verso meridione nei periodi di massima espansione, esse fanno parte del più vasto apparato morenico italiano. Il territorio di Volta M. è caratterizzato da una topografia estremamente variabile, in esso sono rappresentati tutti gli ambienti morfologici tipici dell'area morenica, quali le aree più rilevate dei cordoni morenici con orientamento prevalente est-ovest, le aree infossate e le incisioni scavate dall'azione erosiva dei torrenti glaciali (scaricatori secondari), le piane e le depressioni intermoreniche, le aree di risorgiva, le superfici terrazzate del Fiume Mincio che rappresenti il massimo scaricatore del grande ghiacciaio benacense ed attualmente asse idrologico principale. I materiali morenici di formazione sono costituiti da un ammasso eterogeneo di ghiaie e ciottoli misti a sabbie limi e argille, di natura prevalentemente calcareo-dolomitica, per cui i suoli sono estremamente permeabili, aridi nelle zone più elevate, mentre nelle zone depresse per l'accumulo di argille e materiali fini si hanno fenomeni di ristagno delle acque. All'interno della massa dei depositi incoerenti spesso sono presenti grandi blocchi di roccia, soprattutto di porfido, detti "massi erratici", che si rinvengono in superficie un po' dappertutto; a livello locale, rimasto nella memoria popolare, si ricorda il mitico pietrone del "montresol", di cui rimangono dopo la sua demolizione alcuni grandi frammenti sul Monte Rosa ad est del centro abitato di Volta. La parte centrale del territorio comunale è occupata dall'imponente cordone morenico, cerchia più esterna dell'anfiteatro gardesano, che forma il Monte di Brognedolo, il Monte Cucco-Colle dei Frati sino a Volta Mantovana ed a Zuccone, il Monte Rosa-Petacchi, il Monte della Madddalena. Ad interrompere questa grande cerchia si hanno gli scaricatori secondari di Montagnoli, di Volta, di Martelli e dal grande scaricatore primario costituito dal Fiume Mincio, fortemente incassato con quote dell'alveo più basse di 15 m rispetto alle zone circostanti. La vicinanza con il Lago di Garda mitigando i rigori del clima padano ha favorito nel tempo l'insediamento nella flora locale di elementi mediterranei che si sono aggiunti ad elementi montani, anche di piani altitudinali molto elevati, rimaste nell'area dopo il ritiro dei ghiacciai. Da qui il grandissimo interesse botanico degli ambienti relitti a vegetazione spontanea.
I boschi termofili di roverella e carpino nero
Sui versanti collinari esposti prevalentemente a nord, in forte pendenza, si rinvengono boschi di roverella (Quercus pubescens), carpino nero (Ostrya carpinifolia), orniello (Fraxinus ornus) e a volte cerro (Q. Cerris). Si tratta di "cedui", dal latino caedo=taglio, invecchiati oltre il limite di tempo normale (turno di 15 anni) per l'utilizzazione ed oggi in prevalenza abbandonati all'evoluzione naturale. Nella composizione di questi boschi si segnala la presenza, tra gli arbusti, della lentaggine (Viburnum lantana), dello scotano o "sommaco" (Cotynus coggygria), del ciliegio canino (Prunus mahaleb) e del nespolo (Mespilus germanica), nonché del pungitopo (Ruscus aculeatus), mentre tra le specie erbacee si rinvengono alcune orchidee, la platantera comune (Platanthera bifolia), l'elleborina giallognola e l'elleborina bianca (Cephalanthera damasonium e C. longifolia), la listera maggiore (Listera ovata) e l'orchidea scimmia (Orchis simia). Questi ambienti forestali inoltre sono ricchi, soprattutto nel periodo autunnale, di numerose specie fungine anche di notevole valore alimentare quali i ricercatissimi porcino nero (Boletus aereus) ed ovulo buono (Amanita caesarea). I boschi di un certo rilievo per estensione si rinvengono al M. Croce di Brognedolo, a nord della frazione dei Montagnoli, tra la S.P. n.18 ed il Monte Roccolo, nei pressi della corte Reale di Sopra, in Volta al parco di Via Ortaglia, nei dintorni del Monte Rosa, a nord del M. Maddalena ed a Montaldo.
Boschi steppici collinari e prati aridi
Sulle creste collinari e a volte sui versanti esposti a sud, su suoli molto sottili, erosi, estremamente calcarei e siccitosi, compaiono praterie erbacee xerotermofile, i "prati aridi" e macchie arboree ed arbustive molto rade, costituite da roverella, scotano, ginepro (Juniperus communis), marruca (Paliurus spina-Christi), rosa di macchia (Rosa canina), ginestra spinosa (Genista germanica) e citiso peloso (Chamaecytisus hirsutus).
Sulle creste collinari e a volte sui versanti esposti a sud, su suoli molto sottili, erosi, estremamente calcarei e siccitosi, compaiono praterie erbacee xerotermofile, i "prati aridi" e macchie arboree ed arbustive molto rade, costituite da roverella, scotano, ginepro (Juniperus communis), marruca (Paliurus spina-Christi), rosa di macchia (Rosa canina), ginestra spinosa (Genista germanica) e citiso peloso (Chamaecytisus hirsutus).
E' soprattutto in questi ambienti naturali che si possono rinvenire i veri gioielli della flora morenica sia per rarità delle specie botaniche che per la bellezza delle fioriture. Tra queste si ricordano la pulsatilla (Pulsatilla montana), il cinquefoglio primaverile (Potentilla tabernaemontani), le vedovelle (Globularia punctata), il raperonzolo e la campanula siberiana (Campanula rapunculus e C. sibirica), il lilioasfodelo maggiore (Anthericum liliago), il garofano selvatico (Dianthus sylvestris) e numerose orchidee quali l'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis), il fior di legno (Limodorum abortivum), il giglio caprino (Orchis morio), l'orchidea screziata (Orchis tridentata), il fior di ragno (Ophrys sphecodes), gli uccelletti allo specchio (Ophris bertolonii), il fiore d'ape (Ophris apifera), il rarissimo fiore dei fuchi (Ophris fuciflora), l'orchidea a farfalla (Orchis papilionacea), l'orchidea cimicina (Orchis coriophora) e la serapide maggiore (Serapias vomeracea). Importanti esempi di tali ambienti si rinvengono in località M. Cucco, nei pressi dei Montagnoli, sul confine ovest del territorio comunale a C.na Frassanello e al M. Croce di Brognedolo, a C.na Guidetti, a Reale di Sopra e a nord di C.na Baruzzo, nei dintorni del M. Rosa e di C.na Petacchi, al M. Maddalena e a Montaldo, nonché lungo le scarpate del canale Virgilio esposte a sud-est, all'altezza delle frazioni di Montaldo e Campagnola.
I boschi di cerro e le zone umide con vegetazione igrofila
Sui suoli più freschi delle superfici incise degli scaricatori e della piana alluvionale del Mincio, o comunque dove la falda freatica si avvicina alla superficie, si rinvengono filari e piccole formazioni boschive in cui alla roverella e al carpino nero si sostituiscono il cerro e il carpino bianco (Carpinus betulus); a volte ad essi si associano la farnia (Quercus robur), l'acero campestre (Acer campestre), l'olmo (Ulmus minor), il nocciolo (Corylus avellana) nel piano arbustivo, mentre il piano erbaceo è caratterizzato, agli inizi della primavera, da fioriture di anemoni (Anemone nemorosa e A. ranuncoloides) e bucaneve (Galanthus nivalis).
Un esempio di tali formazioni boschive, unico nell'intero territorio collinare mantovano, si ha nella "Bassa dei Bonomi" a nord dei Molini della Volta, lungo il corso del fiume Mincio. Non mancano inoltre sul territorio comunale esempi di vegetazione igrofila legata a corsi d'acqua, ad aree palustri nonché specchi d'acqua dovuti ad affioramenti della falda freatica, le "risorgive", in passato oggetto di interventi di coltivazione per usi zootecnici ed irrigui, con realizzazione di vasche di raccolta in cemento, le più antiche pavimentate con ciottoli. Esempi di depressioni intermoreniche si segnalano in località Montagnoli, Bezzetti, Bussacchetti, Novelle, Reale di Sotto, Montaldo, mentre tra le risorgive si ricordano le più significative nei dintorni di Volta: le "Fontanelle" sulla S.P.N.18, prima dell'incrocio con la ciconvallazione nord, la fonte che si trova sul versante sud del Monte del radar, a Grazioli-Coccole, a sud-ovest del M. Rosa nei pressi del depuratore ed infine, di notevole rilevanza storica e paesaggistica, l'antica depressione con lavatoio a nord dell'abitato di Volta, sulla S.P.N.19 dei Colli all'altezza di Str. Bezzetti.
Rilevanze ambientali
Il clima mite influenzato dalla vicinanza con il Lago di Garda, permette la crescita di numerose specie tipiche dei climi mediterranei, quali l'olivo (Olea europea) ed il mandorlo (Prunus dulcis), che è possibile vedere qua e là in fiore soprattutto vicino alle corti agricole. Un altro albero introdotto nell'area in epoca romana, è il cipresso (Cupressus sempervirens) che oggi costituisce uno degli elementi più rappresentativi del paesaggio collinare. Scure sagome di cipressi isolati o a piccoli gruppi e filari, si notano stagliarsi contro il cielo lungo linee di cresta o sulla sommità di alcune colline, come ai Vinandi, a C.na Caselle, al M. Maddalena, a C.na Baruzzo, in zona C.na il Fenile e al M. Roccolo,sulla Strada Bezzetti, un tempo usato per l'uccellagione, unico esempio rimasto sui colli morenici di impianto arboreo a doppia cerchia concentrica. Per ultimo tra le rilevanze di carattere ambientale non si può dimenticare la presenza sul territorio di alberi monumentali o di pregio per età e portamento. Di questi se ne ricorderanno solo alcuni più facilmente accessibili per una visita, quali il maestoso carpino nero, radicato ai piedi della muraglia del castello, nel giardino delle Scuderie di Palazzo Gonzaga-Guerrieri (ora sede del Municipio), la roverella cresciuta, in zona Zuccone, all'ingresso del paese sulla scarpata della strada che da Pozzolo sale a Volta, un'altra roverella di proporzioni notevoli, sul bordo della carreggiata stradale che scende dal Monte dell'Ospedale verso la circonvallazione nord, sotto c.na Frati, ed i due bagolari (Celtis australis) sul Monte dell'Ospedale Civile di Volta.
Il clima mite influenzato dalla vicinanza con il Lago di Garda, permette la crescita di numerose specie tipiche dei climi mediterranei, quali l'olivo (Olea europea) ed il mandorlo (Prunus dulcis), che è possibile vedere qua e là in fiore soprattutto vicino alle corti agricole. Un altro albero introdotto nell'area in epoca romana, è il cipresso (Cupressus sempervirens) che oggi costituisce uno degli elementi più rappresentativi del paesaggio collinare. Scure sagome di cipressi isolati o a piccoli gruppi e filari, si notano stagliarsi contro il cielo lungo linee di cresta o sulla sommità di alcune colline, come ai Vinandi, a C.na Caselle, al M. Maddalena, a C.na Baruzzo, in zona C.na il Fenile e al M. Roccolo,sulla Strada Bezzetti, un tempo usato per l'uccellagione, unico esempio rimasto sui colli morenici di impianto arboreo a doppia cerchia concentrica. Per ultimo tra le rilevanze di carattere ambientale non si può dimenticare la presenza sul territorio di alberi monumentali o di pregio per età e portamento. Di questi se ne ricorderanno solo alcuni più facilmente accessibili per una visita, quali il maestoso carpino nero, radicato ai piedi della muraglia del castello, nel giardino delle Scuderie di Palazzo Gonzaga-Guerrieri (ora sede del Municipio), la roverella cresciuta, in zona Zuccone, all'ingresso del paese sulla scarpata della strada che da Pozzolo sale a Volta, un'altra roverella di proporzioni notevoli, sul bordo della carreggiata stradale che scende dal Monte dell'Ospedale verso la circonvallazione nord, sotto c.na Frati, ed i due bagolari (Celtis australis) sul Monte dell'Ospedale Civile di Volta.
Note bibliografiche
- CROSATO E.-GROSSI G.- PERSICO G.-VOLTOLINI GC., 1986
- CROSATO E.-GROSSI G.- PERSICO G.-VOLTOLINI GC., 1986
La vegetazione dei colli morenici del Garda.
Mantova - GROSSI G.- PERSICO G., 1989
Carta delle aree a vegetazione naturale dei colli morenici mantovani.
Amm. Prov. di Mantova - AA.VV., 1992
I suoli dell'area morenica e dell'alta pianura mantovana.
Amm. Prov. Di Mantova e I.S.L.C. di Mantova-Reg. Lombardia - PERSICO G., 1998
La vegetazione del territorio mantovano. Sc. di Cultura Contemporanea-
Comune di Mantova
Informazioni aggiuntive


