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Paesaggio
I boschi
Rilevanze ambiantali
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I boschi termofili di roverella e carpino nero

Sui versanti collinari esposti prevalentemente a nord, in forte pendenza, si rinvengono boschi di roverella (Quercus pubescens), carpino nero (Ostrya carpinifolia), orniello (Fraxinus ornus) e a volte cerro (Q. Cerris). Si tratta di "cedui", dal latino caedo=taglio, invecchiati oltre il limite di tempo normale (turno di 15 anni) per l'utilizzazione ed oggi in prevalenza abbandonati all'evoluzione naturale. Nella composizione di questi boschi si segnala la presenza, tra gli arbusti, della lentaggine (Viburnum lantana), dello scotano o "sommaco" (Cotynus coggygria), del ciliegio canino (Prunus mahaleb) e del nespolo (Mespilus germanica), nonché del pungitopo (Ruscus aculeatus), mentre tra le specie erbacee si rinvengono alcune orchidee, la platantera comune (Platanthera bifolia), l'elleborina giallognola e l'elleborina bianca (Cephalanthera damasonium e C. longifolia), la listera maggiore (Listera ovata) e l'orchidea scimmia (Orchis simia). Questi ambienti forestali inoltre sono ricchi, soprattutto nel periodo autunnale, di numerose specie fungine anche di notevole valore alimentare quali i ricercatissimi porcino nero (Boletus aereus) ed ovulo buono (Amanita caesarea). I boschi di un certo rilievo per estensione si rinvengono al M. Croce di Brognedolo, a nord della frazione dei Montagnoli, tra la S.P. n.18 ed il Monte Roccolo, nei pressi della corte Reale di Sopra, in Volta al parco di Via Ortaglia, nei dintorni del Monte Rosa, a nord del M. Maddalena ed a Montaldo.

Boschi steppici collinari e prati aridi

Sulle creste collinari e a volte sui versanti esposti a sud, su suoli molto sottili, erosi, estremamente calcarei e siccitosi, compaiono praterie erbacee xerotermofile, i "prati aridi" e macchie arboree ed arbustive molto rade, costituite da roverella, scotano, ginepro (Juniperus communis), marruca (Paliurus spina-Christi), rosa di macchia (Rosa canina), ginestra spinosa (Genista germanica) e citiso peloso (Chamaecytisus hirsutus).

Sulle creste collinari e a volte sui versanti esposti a sud, su suoli molto sottili, erosi, estremamente calcarei e siccitosi, compaiono praterie erbacee xerotermofile, i "prati aridi" e macchie arboree ed arbustive molto rade, costituite da roverella, scotano, ginepro (Juniperus communis), marruca (Paliurus spina-Christi), rosa di macchia (Rosa canina), ginestra spinosa (Genista germanica) e citiso peloso (Chamaecytisus hirsutus).
E' soprattutto in questi ambienti naturali che si possono rinvenire i veri gioielli della flora morenica sia per rarità delle specie botaniche che per la bellezza delle fioriture. Tra queste si ricordano la pulsatilla (Pulsatilla montana), il cinquefoglio primaverile (Potentilla tabernaemontani), le vedovelle (Globularia punctata), il raperonzolo e la campanula siberiana (Campanula rapunculus e C. sibirica), il lilioasfodelo maggiore (Anthericum liliago), il garofano selvatico (Dianthus sylvestris) e numerose orchidee quali l'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis), il fior di legno (Limodorum abortivum), il giglio caprino (Orchis morio), l'orchidea screziata (Orchis tridentata), il fior di ragno (Ophrys sphecodes), gli uccelletti allo specchio (Ophris bertolonii), il fiore d'ape (Ophris apifera), il rarissimo fiore dei fuchi (Ophris fuciflora), l'orchidea a farfalla (Orchis papilionacea), l'orchidea cimicina (Orchis coriophora) e la serapide maggiore (Serapias vomeracea). Importanti esempi di tali ambienti si rinvengono in località M. Cucco, nei pressi dei Montagnoli, sul confine ovest del territorio comunale a C.na Frassanello e al M. Croce di Brognedolo, a C.na Guidetti, a Reale di Sopra e a nord di C.na Baruzzo, nei dintorni del M. Rosa e di C.na Petacchi, al M. Maddalena e a Montaldo, nonché lungo le scarpate del canale Virgilio esposte a sud-est, all'altezza delle frazioni di Montaldo e Campagnola.

I boschi di cerro e le zone umide con vegetazione igrofila

Sui suoli più freschi delle superfici incise degli scaricatori e della piana alluvionale del Mincio, o comunque dove la falda freatica si avvicina alla superficie, si rinvengono filari e piccole formazioni boschive in cui alla roverella e al carpino nero si sostituiscono il cerro e il carpino bianco (Carpinus betulus); a volte ad essi si associano la farnia (Quercus robur), l'acero campestre (Acer campestre), l'olmo (Ulmus minor), il nocciolo (Corylus avellana) nel piano arbustivo, mentre il piano erbaceo è caratterizzato, agli inizi della primavera, da fioriture di anemoni (Anemone nemorosa e A. ranuncoloides) e bucaneve (Galanthus nivalis).

Un esempio di tali formazioni boschive, unico nell'intero territorio collinare mantovano, si ha nella "Bassa dei Bonomi" a nord dei Molini della Volta, lungo il corso del fiume Mincio. Non mancano inoltre sul territorio comunale esempi di vegetazione igrofila legata a corsi d'acqua, ad aree palustri nonché specchi d'acqua dovuti ad affioramenti della falda freatica, le "risorgive", in passato oggetto di interventi di coltivazione per usi zootecnici ed irrigui, con realizzazione di vasche di raccolta in cemento, le più antiche pavimentate con ciottoli. Esempi di depressioni intermoreniche si segnalano in località Montagnoli, Bezzetti, Bussacchetti, Novelle, Reale di Sotto, Montaldo, mentre tra le risorgive si ricordano le più significative nei dintorni di Volta: le "Fontanelle" sulla S.P.N.18, prima dell'incrocio con la ciconvallazione nord, la fonte che si trova sul versante sud del Monte del radar, a Grazioli-Coccole, a sud-ovest del M. Rosa nei pressi del depuratore ed infine, di notevole rilevanza storica e paesaggistica, l'antica depressione con lavatoio a nord dell'abitato di Volta, sulla S.P.N.19 dei Colli all'altezza di Str. Bezzetti.



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